CIRIANO - Comune di Carpaneto Piacentino (PC)

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CIRIANO

(116 mt. s.m. - km 2 da Carpaneto)

 

Il borgo, compreso al tempo della dominazione romana nel pago Veleiate Ceriale, era dedicato alla dea Cerere venerata quale patrona dei campi e delle messi. Ciriano ha sempre svolto un ruolo di primaria importanza nella storia del comune di Carpaneto sia sotto il profilo demografico, viabilistico, imprenditoriale che agricolo.

La frazione è sempre risultata poi un crocevia essenziale per la viabilità sia locale che provinciale, nel centro del paese si intersecano infatti ben quattro strade di cui 3 provinaciali, ed uno snodo strategico per le comunicazioni tra pianura e collina, tra la Val Chero e la Val d'Arda.

 

PIEVE DI SAN LORENZO

La chiesa parrocchiale è dedicata a San Lorenzo, arcidiacono a Roma, vittima della persecuzione sotto l'imperatore Valeriano. Il tempio venne costruito nel '600 per volere dei conti Bracciforti quando il precedente, posto in località San Giacomo, fu distrutto da un incendio.

Nei primi anni'50 per iniziativa del parroco don Giovanni Moruzzi e su progetto dell'architetto Pietro Berzolla, la chiesa venne allungata nella zona absidale con l'aggiunta di una nuova campata ed abbellita con la costruzione di una grande e maestosa cupola, stile Brunelleschi, rivestita poi di rame con lanterna sommitale.

Tutto l'edificio presenta chiari riferimenti allo stile neoclassico che ha caratterizzato nei primi del '900 gran parte delle chiese del Comune.

L'interno a navata unica con ampio arco a tutto sesto ed impreziosito da sei cappelle laterali, è stato decorato nella seconda metà del '900 da Alberto Aspetti, allora docente al Gazzola. Due grandi tele ad olio raffiguranti rispettivamente "Il battesimo di Gesù nel Giordano" ed "Un Angelo", attribuite alla scuola del Parmigianino, sono state oggetto di un furto.

La torre campanaria, voluta da don G. Moruzzi, parroco di Ciriano per ben 52 anni, è stata costruita alla fine degli anni'30 previa la demolizione di una precedente in stile romanico. La memoria liturgica del patrono ricorre il 10 agosto.

 

CASTELLO BRACCIFORTI

I Bracciforti furono tipici esponenti dei quel ceto di grossi mercanti e banchieri che nel '200 fecero la fortuna economica di Piacenza, oltre che la propria, e poi investirono i capitali mobiliari nell'acquisto di terreni.

Le prime notizie sul castello risalgono al 13 dicembre 1466 quando Lorenzo I, figlio di Giovanni Bracciforti ed Ermellina Arcelli, venne investito del feudo di Ciriano e Visoria dalla duchessa Bianca Visconti, vedova di Francesco Sforza, duca di Milano. Tra i molti diritti acquisiti figuravano anche lo jus di osteria e macello, la riscossione delle decime dagli abitanti e il giuspatronato per la nomina del parroco locale, decaduto solo negli anni '80. I Bracciforti, mantennero inalterata la proprietà fino alla fine del '800.

Il fortilizio oggi è trasformato in residenza civile.

 

MONUMENTO AI CADUTI

Ciriano vanta il primo monumento della provincia dedicato ai Caduti della prima guerra mondiale.

Fu costruito per iniziativa dell'allora Parroco Don Giovanni Moruzzi. La sua inaugurazione avvenne nel giugno 1919.

L'opera è di semplice architettura. Nella parte inferiore, sopra pietre provenienti da diverse fronti di guerra, stanno le fotografie dei Caduti. Dal basamento emerge un'alta colonna di granito culminante con una sfera sormontata dall'aquila della vittoria. Di fianco al monumento un cannoncino come trofeo. Il monumento inizialmente fu costruito in centro paese. Quando fu necessario allargare la provinciale il monumento fu spostato in fondo al piazzale. Nel 1974, per iniziativa di alcuni combattenti locali capitanati da Andrea Guidotti e Teoltino Ferrari, fu aggiunto un nuovo cannone della seconda guerra mondiale.

 

VILLA SEGADELLI - FALCONI

La villa ottocentesca fu dimora estiva della famiglia Segadelli Falconi.
L'ultimo del ramo, Francesco, morendo senza figli, lasciò le sue proprietà, inclusi i palazzi di Ciriano e Piacenza, all'istituto Madonna della Bomba. La villa di Ciriano fu in seguito alienata dall'Istituto e oggi non è visitabile.

 

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