MERCATO - Comune di Carpaneto Piacentino (PC)

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MERCATO        

(Tutti i mercoledì e domeniche)

 

IL MERCATO OGGI

I mercati oggi a Carpaneto sono due: il mercoledì e la domenica e si svolgono nel centro storico.

Il mercato del mercoledì conta all'incirca una sessantina di banchi mentre quello della domenica più di cento bancarelle di ogni genere e tipo.

Va ricordato inoltre che il mercato della domenica ospita a settimane alterne le bancarelle di "Campagna Amica".

​I Mercati di Campagna Amica sono i mercati degli agricoltori dove vengono venduti solo prodotti agricoli, italiani, provenienti dai territori regionali quindi rigorosamente a km zero.

Il mercato di Carpaneto, soprattutto quello della domenica, e ancora oggi molto importante per la vita sociale del paese. Attira tutte le settimane numerosi visitatori e turisti dai paesi limitrofi. E' un'importante luogo di incontro, punto di scambio ma anche centro di aggregazione.

Il mercato di Carpaneto è un mix di vendita di prodotti freschi e locali, artigianato e indumenti per ogni esigenza e gusto.

A Carpaneto la cultura del mercato è ancora attiva e florida. E' un'ottima occasione per scoprire la verità del territorio, assaporare cibi tradizionali e acquistare le merci più raffinate.

 

STORIA

Non ci sono documenti in grado di precisare la data d'inizio del mercato a Carpaneto anche se la mercatura, come attività di interscambio di beni, è sempre esistita.

Nell'archivio storico comunale esiste un regolamento per la riscossione dei diritti di piazza sul pubblico mercato di Carpaneto a firma del podestà Bracciforti e deliberato dal Consiglio comunale il 19 ottobre 1820 con annessa mappa ove venivano messi i banchi di vendita.

La attuale piazza XX Settembre era riservata al mercato del grano delle telerie, panni cuoio, scarpe, erbaggi, frutta, commestibili di qualunque sorta.

La via Giovanni XXIII° allora era riservata al mercato delle pecore, mentre via Marconi veniva occupata dal bestiame bovino, maiali, cavalli.

In questa epoca il comune poteva fornire il banco per fare il mercato. La tariffa di occupazione del suolo pubblico variava a seconda se il banco era di proprietà dell'ambulante o se veniva affittato.

Con l'unità d'Italia, anche il mercato di Carpaneto seguì le leggi dello Stato italiano ma rimasero radicate certe usanza ed abitudini fino all'immediato secondo dopoguerra.

Una volta finito il mercato i banchi erano prelevati da un addetto per essere sistemati sotto il porticato del palazzo Municipale e successivamente nel vecchio stallaccio dell'albergo "Agnello" che aveva un'entrata da piazza XX Settembre.

Un'altra abitudine popolare era quella di indicare la piazza con il nome della merce esposta: si trova che "Piazza Scotti" veniva indicata come piazza della frutta, mentre piazza Oliveti era la "piazza del pollame", piazzale Rosso invece era conosciuta come "piazza dei pali", per il commercio dei pali per le viti.

 

LA "PIAZZA DEI PALI"

Nel 1880 il consiglio comunale, presieduto dal sindaco Giuseppe Arata, deliberò di acquistare un terreno all'estremo sud del fondo dei conti Scotti, confinante con le ultime case del paese, per costruirvi una piazza per il mercato dei pali da vite in quanto il luogo in cui si svolgeva (l'attuale via Marconi) era diventato insufficiente.

A quei tempi esisteva un forte commercio di pali che risultavano molto utili proprio pe la grande estensione di viticulture. Servivano inoltre in campagna anche per i fagioli e per i pomodori.

Questi pali arrivavano dalla "bassa", ossia dalle boschine del PO, e prendevano la strada delle colline dopo la contrattazione e le soste nei depositi di Carpaneto. Erano ricercati per la leggerezza, trattandosi di legno dolce, erano diritti e lunghi e venivano venduti in mazzi.

Erano infine trasportati con le "barre", grossi carretti a due ruote trainati da uno o due o anche tre cavalli, a seconda del carico.

L'importanza di questo mercato andò poi via via scemando fino a scomparire, in quanto i pali di legno vennero sostituiti in gran parte da quelli in cemento.

Riguardo alla costruzione di "piazza dei pali", il perito geometra del comune, Antonio Ferrari, rilevò nella sua breve relazione che il terreno in questione era a prato stabile fuori dal centro abitato, a nord della borgata, e confinava con le case Draghi e Rigolli e con la strada per Cadeo (l'attuale via Roma). Inoltre prevedeva la messa in opera della ghiaia e la costruzione di un ponticello in legno per l'accesso alla via per Cadeo.

Questo luogo fino a qualche anno fà veniva ancora chiamato, dai meno giovani, "piazza dei pali" anche se il florido mercato è rimasto solo un ricordo.

Ora ha preso il nome di "piazzale Ettore Rosso" in onore del giovane tenente del genio, medaglia d'oro, caduto l'otto settembre 1943 a porta San Paolo nella difesa di Roma.

 

"PIAZZA DEL MERCATO DEL GRANO"

Piazza XX Settembre nata e cresciuta all'interno del borgo fortificato, era stata classificata da un'antica mappa conservata nell'Archivio comunale come "Piazza del grano".

Esisteva una lunga serie di norme, risalenti all'800, per regolamentare l'importante mercato.

Alcune indicavano la disposizione dei banchi; altre fissavano le tariffe per l'affitto dei banchi di proprietà comunale o per l'uso degli strumenti per pesare o misurare la merce.

 

 

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