CHERO - Comune di Carpaneto Piacentino (PC)

VIVERE CARPANETO | Carpaneto e frazioni | CHERO - Comune di Carpaneto Piacentino (PC)

 

CHERO        

(89 mt. s.m. - km 5 da Carpaneto)

 

L'appellativo del borgo è quasi sicuramente derivato dal casato dei DE CARIO che ha governato ininterrottamente la frazione dal 1250 al 1441.

Il feudo poi, a partire dal 22 dicembre 1441, venne assegnato dal duca Filippo Maria Visconti, come premio di fedeltà vassallatica, ad Alberto Scotti di Carpaneto.

La località, al tempo del dominio romano, era molto conosciuta per il passaggio di una via basolata che congiungeva il Municipium di Veleia con la Consolare Emilia.

Anche nel Medioevo mantenne inalterata questa esclusiva funzione terziaria sia come strada di transito per i numerosi pellegrini che, per andare a Roma, erano costretti a percorrere la strada della Val Segola per immettersi poi a Monastero, nella prima variante della Val d'Arda, e sia come bretella di raccordo tra la pianura e le valli Arda, Chiavenna e Chero.

Quando nel 1815 venne soppresso il comune di Travazzano, si racconta che gli abitanti abbiano presentato la propria candidatura alla successione in quanto Chero contava più popolazione di Carpaneto.

Chero si caratterizza per la presenza di un discreto centro abitato.

 

MONUMENTO AI CADUTI

Fu costruito nel 1985 per iniziativa degli abitanti. A guidare il comitato fu Don Ferdinando Gobbi, allora parroco della frazione.

Il monumento sorge su un'area antistante il salone parrocchiale, poco distante dalla chiesa. L'opera è formata da un basamento quadrato di sassi neri. Una lapide in marmo porta una semplice scritta in bronzo: "Chero ai suoi caduti". Il tutto è sormontato da una colonna di granito sulla quale è posta una statua della Madonna regina della pace. Il monumento fu inaugurato l'otto dicembre 1985.

 

PIEVE DI SAN BIAGIO

L'attuale tempio è dedicato a San Biagio. E' stato costruito nel 1736 sule fondamenta di un precedente Oratorio del 1152.

Sulla sobria facciata, con tetto a capanna, spiccano un grande rosone centrale ed il portale con lunetta affrescata con l'immagine del Patrono.

L'interno, a navata unica con tre pregevoli cappelle ai due lati, conserva un'antica lastra d'arenaria, murata proprio nel pavimento davanti al gradino dell'altare maggiore, recante lo stemma araldico dei conti De Cario.

Di un antico sacello del 1604, dedicato alla Vergine del Carmelo, è rimasto solo una bolla in pergamena datata 1757, ora esposta in sacrestia, nella quale l'allora vescovo di Piacenza, PIETRO V° CRISTIANI (1748-1776) dava facoltà al parroco di applicare a scopo terapeutico lo scapolare della Vergine sulle membra malate degli infermi.

E' una delle chiese della diocesi insignita del medaglione ovale del Giubileo.

 

Pubblicato il 
Aggiornato il 
Risultato (3 valutazioni)