TRAVAZZANO - Comune di Carpaneto Piacentino (PC)

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TRAVAZZANO        

(179 mt. s.m. - km 6 da Carpaneto)

 

La frazione è disseminata in parte in pianura ed in parte sui primi rialzi vallivi. Il principale nucleo di abitazioni è costituito dalla frazione CASE BRUCIATE.

 

SEDE COMUNALE

Una straordinaria rivoluzione istituzionale avvenne il 27 febbraio 1806 quando MOREAU DE SAINT MERY, amministratore dei Ducati parmensi per conto della Repubblica francese, istituì anche nel circondario di Piacenza, su modello francese, les MAIRIES (Comuni) con a capo il MAIRE (il Sindaco) la cui nomina spettava al prefetto.

Ufficialmente però l'ancien régime era terminato il 1° luglio 1805 con l'introduzione del "Codice napoleonico" che, tra le tante novità previste, decretava anche la definitiva abrogazione delle giurisdizioni feudali.

In quell'occasione Travazzano venne scelto come sede comunale e gli Uffici amministrativi erano ubicati nell'edificio posto in località "Casa Nuova".

Con la caduta di Napoleone e la restaurazione del Congresso di Vienna (1815), il conte Filippo Magawly Cerati, ministro plenipotenziario del governo provvisorio prima del ritorno a Parma della duchessa Maria Luigia d'Austria (19 aprile 1816), emanò il 14 febbraio 1815 uno specifico decreto con il quale sopprimeva il Comune di Travazzano e lo aggregava a quello di Carpaneto.

La ragione di questo provvedimento era dettata dal fatto che molti comunelli, a causa della scarsità della popolazione, non erano in grado di pagare le spese della propria attività amministrativa. Il Consiglio comunale in quel periodo aveva solo una funzione consultiva e le delibere, per diventare esecutive, dovevano essere controfirmate dal prefetto, espressione del potere centrale.

Sotto Maria Luigia tutto rimase inalterato ed il cambiamento fu solo nominale: il Maire prese il nome di Podestà ed il consiglio comunale si trasformo in "Consiglio degli Anziani".

 

CASE BRUCIATE (116 m. s.l.m.)

Il nome della borgata trarrebbe origine, secondo una tradizione orale, da un incendio involontariamente appiccato dal feudatario Corrado Confalonieri durante una battuta di caccia. L'esistenza in loco di un edificio fortificato è testimoniata dai resti di una torre circolare in sasso oggi incorporata in un agglomerato di edifici rustici.

 

ORATORIUM MARIAE NASCENTI DICATUM

L'oratorio di Case Bruciate, dedicato a "Mariae Nascenti", venne costruito nei primi anni '50 per iniziativa del curato di Travazzano don Olimpio Bongiorni e finanziato dalla popolazione. La sig.ra Rosa Mosconi, già proprietaria dell'osteria locale, donò in quell'occasione anche il terreno.

 

CASTELLO SIDOLI

Fin dai primi anni della fondazione, il Castello è sempre stato un punto di riferimento per i nobili che fuggivano da Piacenza durante la cruenta lotta tra patriziato e popolari. Nel 1088 i popolari occuparono il castello in cui si trovavano ancora venti militi con alcuni uomini di parte ghibellina.

Il Castello, costruito secondo i classici schemi architettonici dei fortilizi piacentini, a pianta rettangolare con quattro torri angolari, conserva ancora dell'antica edilizia castrense una torre angolare circolare, l'alto mastio e, sul fronte principale, gli incastri del ponte levatoio e della pusterla. Nel salone principale è presente un monumentale camino con lo stemma araldico dei Chiapponi. Pregevole il soffitto a cassettoni.

PIEVE DI MARIA ASSUNTA

La Pieve dedicata a Maria Assunta, fin dalla sua costituzione canonica che si fa risalire assieme a quella di Carpaneto al secolo XI, ha sempre svolto un ruolo di preminenza sia religiosa che temporale specie a partire dal 1383 quando risultava Chiesa Capitolare ed aveva alle proprie dipendenze ben 20 chiese suffraganee: Badagnano, Celleri, Cornelliano, Ciriano, Diolo, Genepreto, Lovedasco, Montezago, Magnano, Monastero, Minuta, Masana, Perugia, Rezzano, Sariano, Ronco, Tavasca, Vallunga e Visoria.

Il vasto edificio, retaggiato di antichi fasti economico-religiosi, è diviso in tre armoniche navate con tre autonomi ingressi e presenta una facciata di gusto neoclassico rifatta ai primi del '900.

L'interno, ornato da tre cappelle per i due lati, è stato affrescato con motivi geometrici ed iconografici da Alberto Aspetti.

Tra le varie tele Esposte alla pubblica venerazione, si distingue un dipinto raffigurante "l'Addolorata" (1835)(prima cappella a destra) di Paolo Bozzini aiutato nella stesura dal suo illustre maestro Carlo Maria Viganoni (1786-1839).

 

TORRE MASANA

Le prime notizie del fortilizio risalgono al 1340 quando la nobile famiglia Portasavelli acquistava il feudo.

Delle quattro torri originarie esistenti alla fine del '600, ne resta una sola con particolarità architettoniche riferibili al tardo '400.

 

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